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Ordine Carmelitano |
Maria SS. del Carmine Maggiore, detta "La Bruna".
O Vergine del Carmelo, Madonna Bruna,"Mamma del Carmine",
riempi della tua presenza il cammino della nostra vita,
irradia nel mondo mitezza, pace e armonia.
16 luglio 2006 - Commemorazione solenne della
Beata Vergine Maria del Monte Carmelo
Supplica alla Madre del Carmelo
O Maria, Madre e Decoro del Carmelo, in questo giorno solenne innalziamo a te la
nostra preghiera e, con fiducia di figli, imploriamo la tua protezione.
Tu conosci, o Vergine Santa, le difficoltà della nostra vita; volgi sopra di
esse il tuo sguardo e donaci la forza di superarle. Il titolo con il quale oggi
ti celebriamo, richiama il luogo scelto da Dio per riconciliarsi con il popolo
quando, pentito, volle ritornare a Lui. E' stato dal Carmelo, infatti, che il
profeta Elia innalzò la preghiera che ottenne la pioggia ristoratrice dopo una
lunga siccità. Fu un segno del perdono di Dio, che il santo Profeta annunciò con
gioia quando vide levarsi dal mare la piccola nube che in breve ricoprì il
cielo. In quella nuvoletta, o Vergine Immacolata, i tuoi figli hanno visto te,
che t'innalzi purissima dal mare dell'umanità peccatrice, e che ci hai dato con
Cristo l'abbondanza di ogni bene. In questo giorno sii per noi ancora una volta
sorgente di grazie e di benedizioni.
Tu riconosci, o Madre, come simbolo della nostra devozione filiale, lo Scapolare
che portiamo in tuo onore; per dimostrarci il tuo affetto tu lo consideri come
veste tua e come segno della nostra consacrazione a te, nella particolare
spiritualità del Carmelo.
Ti ringraziamo, o Maria, per questo Scapolare che ci hai dato perché ci sia di
difesa contro il nemico della nostra anima. Nel momento della tentazione e del
pericolo ci richiami il pensiero di te e del tuo amore.
O Madre nostra, in questo giorno che ricorda la tua continua benevolenza verso
di noi, ripetiamo commossi e fiduciosi la preghiera che da secoli ti rivolge
l'Ordine a te consacrato: "Fior del Carmelo,/ o vite in fiore,/ splendore del
cielo,/ tu solamente sei Vergine e Madre./ Madre mite/ e intemerata,/ sii
propizia ai tuoi devoti/ stella del mare".
Questo giorno che ci riunisce ai tuoi piedi, segni uno slancio nuovo di santità
per tutti noi, per la Chiesa e per il Carmelo. Vogliamo rinnovare con la tua
protezione l'antico impegno dei nostri padri, perché anche noi siamo convinti
che "ciascuno deve vivere nell'ossequio di Gesù Cristo e servire fedelmente a
Lui con cuore puro e buona coscienza". Salve, Regina.E' grande, o Maria, il tuo
amore per i devoti dello Scapolare del Carmelo. Non contenta di aiutarli a
vivere la loro vocazione cristiana in terra, ti prendi cura anche di abbreviare
loro le pene del purgatorio, per affrettarne l'ingresso in paradiso.
Davvero ti dimostri pienamente madre dei tuoi figli, perché ti prendi cura di
loro ogni volta che ne hanno bisogno. Mostra dunque, o Regina del purgatorio, la
tua potenza di Madre di Dio e degli uomini e soccorri quelle anime che sentono
la pena purificatrice della lontananza da quel Dio ormai conosciuto e amato. Noi
ti supplichiamo, o Vergine, per le anime dei nostri cari e per quanti in vita
furono rivestiti del tuo Scapolare, cercando di portarlo con devozione e
impegno. Ma non vogliamo dimenticare tutte le altre anime che aspettano la
pienezza della visione beatifica di Dio. Per tutte ottieni che, purificate dal
sangue redentore di Cristo, siano ammesse quanto prima alla felicità senza fine.
Ti preghiamo anche per noi, specialmente per gli ultimi momenti della nostra
vita, quando si decide la scelta suprema del nostro destino eterno. Prendici
allora per mano, o Madre nostra, quale garanzia della grazia della salvezza.
Salve, Regina.Vorremmo domandarti tante altre grazie, o dolcissima Madre nostra!
In questo giorno che i nostri padri hanno consacrato alla gratitudine per i tuoi
benefici, ti chiediamo di continuare a mostrarti generosa. Impetraci la grazia
di vivere lontani dal peccato. Liberaci dai mali dello spirito e del corpo.
Ottienici le grazie che ti chiediamo per noi e per i nostri cari. Tu puoi
esaudire le nostre richieste, e abbiamo fiducia che le presenterai a Gesù, tuo
figlio e nostro fratello.
Ed ora benedici tutti, Madre della Chiesa e decoro del Carmelo. Benedici il
Papa, che in nome di Gesù guida la sua chiesa. Benedici i vescovi, i sacerdoti e
quanti il Signore chiama a seguirlo nella vita religiosa. Benedici coloro che
soffrono nell'aridità dello spirito e nelle difficoltà della vita. Illumina gli
animi tristi e riscalda i cuori inariditi. Sostieni quanti portano e insegnano a
portare con frutto il tuo Scapolare quale richiamo all'imitazione delle tue
virtù. Benedici e libera le anime del purgatorio. Benedici tutti i tuoi figli, o
Madre nostra e nostra consolatrice. Resta con noi sempre, nel pianto e nella
gioia, nella tristezza e nella speranza, ora e nel momento del nostro ingresso
nell'eternità. Questo nostro inno di ringraziamento e di lode, diventi perenne
nella felicità del cielo. Amen.
ORDINE CARMELITANO
L'Ordine dei Carmelitani ha le sue origini nel Monte Carmelo, in Palestina, dove, come ricorda il II Libro dei Re, il grande profeta Elia operò in difesa della purezza della fede nel Dio di Israele, vincendo la sfida con i sacerdoti di Baal e dove lo stesso profeta, pregando in solitudine, vide apparire la nuvola apportatrice di benefica pioggia dopo la secca. Da sempre questo monte è stato considerato il giardino verdeggiante della Palestina e simbolo di fertilità e bellezza. "Karmel" infatti significa "giardino".
Questo gruppo di eremiti laici per avere una certa stabilità giuridica si rivolse al Patriarca di Gerusalemme, Alberto Avogadro (1150-1214), risiedente allora a San Giovanni d'Acri, nei pressi del Monte Carmelo. Questi scrisse per loro una norma di vita, tra il 1206-1214. Successive approvazioni di questa norma di vita da parte di vari papi aiutarono il processo di trasformazione del gruppo verso un Ordine Religioso, cosa che avvenne con l'approvazione definitiva di tale testo come Regola da Innocenzo IV nel 1247. L'Ordine del Carmelo fu così inserito nella corrente degli Ordini Mendicanti.
Verso il 1235 pero i Carmelitani dovettero in
parte abbandonare il luogo d'origine, a causa delle incursioni e persecuzioni
dei saraceni che stavano riconquistando la Terra Santa, riprendendola ai
crociati. Ritornarono per lo più ai paesi di origine in Europa.
Monte Carmelo - Resti del primo monastero carmelitano
Ben presto si moltiplicarono e fiorirono nella scienza e nella santità. Col
tempo si affiancarono ai frati alcune donne, trasformandosi nel 1452 in monache
viventi in proprie comunità.
Nei secoli XV-XVI ci fu un rilassamento in diverse comunità, combattuto dall'opera di Priori Generali quali il Beato Giovanni Soreth (+1471), Nicola Audet (+1562) e Giovanni Battista Rossi (+1578) e di alcune riforme (tra cui quelli di Mantova e Monte Oliveti in Italia e di Albi in Francia) per porre freno al dilagare degli abusi e delle mitigazioni. La più nota è certo quella promossa in Spagna da Santa Teresa di Gesù per la riforma tra le monache e poi quella dei frati, coadiuvata da San Giovanni della Croce e da Padre Girolamo Gracián. L'aspetto più rilevante di questa azione di Teresa è non tanto l'aver combattuto le mitigazioni introdotte nella vita del Carmelo, quanto piuttosto l'aver integrato nel suo progetto elementi vitali ed ecclesiali della sua epoca. Nel 1592 questa riforma, detta dei "Carmelitani Scalzi" o "Teresiani" si rese indipendente dall'Ordine Carmelitano ed ebbe grande sviluppo nelle due congregazioni di Spagna e di Italia, riunite poi nel 1875. Si hanno così due Ordini del Carmelo: quello dei "Carmelitani", detti anche dell'"Antica Osservanza" o "Calzati", e quello dei "Carmelitani Scalzi" o "Teresiani", che considerano Santa Teresa di Gesù come loro riformatrice e fondatrice.
Malgrado questa divisione, nei secoli successivi l'Ordine Carmelitano continuò nel suo cammino spirituale. Numerosi religiosi e religiose illustri hanno animato il Carmelo con la loro spiritualità e con il loro genio. Grande sviluppo si ebbe anche tra i laici con l'istituzione del Terz'Ordine Carmelitano e delle Confraternite dello Scapolare del Carmine in varie parti del mondo. Nei secoli XVII e XVIII si sparse un po' dovunque il movimento della più stretta osservanza con la Riforma di Touraine in Francia, e con quelle di Monte Santo, Santa Maria della Vita, Piemonte, e Santa Maria della Scala in Italia.
All'alba della Rivoluzione Francese l'Ordine Carmelitano era ormai stabilito in tutto il mondo con 54 Province e 13,000 religiosi. Ma con le conseguenze della Rivoluzione Francese e delle soppressioni in varie parti del mondo l'Ordine Carmelitano subì gravi danni, così che alla fine del XIX secolo fu ridotto a 8 Province e 727 religiosi. Eppure furono questi pochi religiosi che durante il XX secolo, con determinazione e coraggio, hanno ristabilito l'Ordine in quei paesi dove erano presenti prima, e hanno anche impiantato l'Ordine Carmelitano in nuovi continenti.
LA REGOLA CARMELITANA
La norma di vita di Sant'Alberto Avogadro, data ai Carmelitani tra il 1206 e il 1214 e approvata definitivamente come vera e propria Regola del Carmelo da Innocenzo IV nel 1247, ha avuto in seguito alcune mitigazioni mai incluse nel testo.
La Regola carmelitana afferma che è fondamentale:
"vivere nell'ossequio di Gesù Cristo e servire fedelmente a Lui con cuore puro e con buona coscienza" [n.2].
Per vivere sulle orme di Gesù Cristo i Carmelitani si impegnano più specificamente a:
La Regola carmelitana è la più breve fra le Regole note, è composta quasi esclusivamente di precetti biblici. Ancora oggi è ricca di ispirazione per la vita.
L'inizio della Regola Carmelitana secondo
un antico codice detto di "Avila"
TESTO DELLA REGOLA
[1]
Alberto, per grazia di Dio Patriarca della Chiesa di Gerusalemme, ai diletti
figli in Cristo B. e agli altri eremiti che, sotto la sua obbedienza, dimorano
accanto alla Fonte al Monte Carmelo, salute nel Signore e benedizione dello
Spirito Santo.
[2]
Molte volte ed in molte maniere i santi Padri hanno stabilito in che modo
ciascuno, in qualsiasi Ordine si trovi o qualunque forma di vita religiosa abbia
scelto, debba vivere nell'ossequio di Gesù Cristo e servire fedelmente a Lui con
cuore puro e con buona coscienza.
[3]
Tuttavia, siccome ci chiedete di darvi una norma di vita in conformità al vostro
proposito, secondo la quale dovrete regolarvi in avvenire:
[4]
Stabiliamo anzitutto che abbiate come Priore uno scelto tra voi, il quale venga
eletto a questo ufficio per unanime consenso di tutti o della parte più numerosa
e sana; al quale ciascuno degli altri prometta obbedienza e, avendola promessa,
si sforzi poi di tradurla in pratica insieme con la castità e con la rinunzia al
diritto di proprietà.
[5]
Potrete avere delle dimore negli eremi o dove vi saranno state donate, adatte e
convenienti alla osservanza della vostra vita religiosa, secondo quanto sembrerà
opportuno al Priore ed ai fratelli.
[6]
Inoltre, secondo lo spazio della dimora che avrete stabilito di abitare,
ciascuno di voi abbia una cella separata, che verrà assegnata ad ognuno per
disposizione dello stesso Priore e col consenso degli altri fratelli o della
parte più sana.
[7]
In maniera tale, però, che consumiate nel refettorio comune i cibi che vi
saranno dati, ascoltando in comune la lettura di qualche passo della Sacra
Scrittura, ove potrà farsi comodamente.
[8]
Non è lecito ad alcun fratello cambiare la dimora assegnatagli o permutarla con
altri, se non col consenso del Priore in carica.
[9]
La cella del Priore sia presso l'ingresso della dimora, affinché egli sia il
primo ad incontrarsi con chi arriva alla suddetta dimora; e poi tutte le cose
che si debbono fare si facciano secondo il volere e la disposizione di lui.
[10]
Ciascuno rimanga nella propria cella o nelle vicinanze di essa, meditando giorno
e notte nella legge del Signore e vigilando in orazione, a meno che non sia
giustamente occupato in altre mansioni.
[11]
Coloro che sanno recitare le Ore canoniche con i chierici, le recitino secondo
le prescrizioni dei santi Padri e la consuetudine approvata dalla Chiesa. Quelli
che non le sanno recitare, dicano 25 "Pater noster" per la preghiera della
veglia notturna, eccetto le Domeniche e le Feste solenni, nei quali giorni
stabiliamo che il suddetto numero venga raddoppiato, in maniera che si dicano 50
"Pater noster". La medesima orazione venga detta 7 volte per le Lodi del
mattino. Anche per le altre Ore si dica 7 volte la medesima orazione per
ciascuna Ora, eccetto che per i Vespri, in cui deve essere detta 15 volte.
[12]
Nessun fratello dica che una cosa è di sua proprietà, ma tutte le cose abbiatele
in comune e vengano distribuite dal Priore, ossia dal fratello da lui designato
a questo scopo, tenendo conto dell'età e delle necessità di ciascuno.
[13]
Potete anche avere degli asini o dei muli, qualora dovessero bisognarvi, e
qualche allevamento di animali o volatili.
[14]
Nel mezzo delle celle venga costruito, nel modo più conveniente, l'oratorio, nel
quale dovete adunarvi la mattina di ogni giorno per ascoltare la Messa, ove si
potrà fare comodamente.
[15]
Nelle domeniche, oppure in altri giorni, riunitevi anche per trattare, se vi
sarà bisogno, dell'osservanza dell'Ordine e della salvezza delle anime ed in
questa occasione si correggano con carità le mancanze e le colpe che
eventualmente si fossero riscontrate in qualche fratello.
[16]
Osservate il digiuno tutti i giorni, eccettuate le domeniche, dalla festa
dell'Esaltazione della santa Croce fino alla domenica di Risurrezione, a meno
che la malattia o la debolezza del corpo o un'altra giusta causa, non consigli
di rompere il digiuno, perché la necessità non ha legge.
[17]
Astenetevi dal mangiar carne, almeno che non ne dobbiate prendere come rimedio
alla malattia o debolezza di costituzione. E siccome è necessario che trovandovi
in viaggio molto spesso dobbiate mendicare, affinché non siate di peso a chi vi
ospita, fuori delle vostre dimore, potrete fare uso di vivande cotte con carne;
sul mare, poi, vi sarà lecito di cibarvi anche con carne.
[18]
Siccome, poi, la vita dell'uomo sulla terra è un combattimento, e tutti coloro
che vogliono vivere piamente in Cristo debbono sostenere delle lotte e inoltre
siccome il vostro nemico, il diavolo, vi gira attorno come un leone ruggente,
cercando chi divorare, attendete con ogni sollecitudine ad indossare le armi di
Dio, affinché abbiate ad essere vincitori contro le insidie dell'avversario.
[19]
I fianchi debbono cingersi col cingolo della castità; il petto deve fortificarsi
con pensieri santi, perché sta scritto: il pensiero santo ti renderà incolume.
Bisogna indossare la corazza della giustizia, in modo che abbiate ad amare il
Signore Dio vostro con tutto il cuore, e con tutta l'anima e con tutta la forza,
e il prossimo vostro come voi stessi. In tutte le cose deve impugnarsi lo scudo
della fede, per mezzo del quale possiate spegnere tutti i dardi infuocati del
maligno: difatti senza la fede è impossibile piacere a Dio. Deve inoltre essere
posto sul capo l'elmo della salvezza, affinché attendiate la salvezza dall'unico
Salvatore, il quale libererà il suo popolo dai suoi peccati. Infine, la spada
dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e
nei vostri cuori; e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore.
[20]
Dovete fare qualche lavoro, affinché il diavolo vi trovi sempre occupati e non
abbia ad entrare nelle vostre anime attraverso il vostro ozio. Avete in questo
l'insegnamento ed insieme l'esempio del beato Apostolo Paolo, per bocca del
quale parlava Cristo, il quale fu costituito e dato da Dio, come predicatore e
dottore delle genti nella fede e nella verità; seguendo lui non potrete
sbagliare. Abbiamo vissuto tra voi - egli dice - impegnati notte e giorno nella
fatica e nel lavoro per non essere di peso ad alcuno di voi; non che non ne
avessimo la facoltà, ma per dare in noi stessi a voi un esempio da imitare.
Infatti quando eravamo presso di voi, questo precetto vi davamo, che se uno non
vuol lavorare non deve neppur mangiare. Ma sentiamo dire che alcuni tra voi si
conducono disordinatamente, non facendo nulla. Ora a sì fatti noi prescriviamo
ed esortiamo nel Signore Gesù Cristo che mangino il loro pane lavorando in
silenzio: questa via è santa e buona; camminate in essa.
[21]
L'Apostolo raccomanda poi il silenzio, nel prescrivere di lavorare
silenziosamente, e come afferma il Profeta: il culto della giustizia è il
silenzio e inoltre: nel silenzio e nella speranza sarà la vostra forza.
Stabiliamo pertanto che, dopo la recita di Compieta, osserviate il silenzio fino
alla recita di Prima del giorno seguente.
Nell'altro tempo, quantunque non si abbia l'osservanza scrupolosa del silenzio,
si eviti tuttavia di parlar troppo; poiché, come sta scritto e come non meno
insegna l'esperienza, nel parlare troppo non potrà mancare la colpa, e chi parla
sconsideratamente ne subirà le cattive conseguenze. Inoltre, chi fa uso di molte
parole danneggia la propria anima. E il Signore nel Vangelo: di ogni parola
inutile uscita dal labbro degli uomini, essi renderanno conto nel giorno del
Giudizio. Ciascuno quindi pesi con la bilancia le sue parole e faccia uso di
freni severi per la sua bocca, per evitare di sdrucciolare e di cadere in colpa
mediante la lingua, e la sua caduta divenga incurabile e conduca alla morte.
Custodisca col Profeta le sue vie, per non commettere colpe con la sua lingua e
si sforzi di osservare con diligenza e con attenzione il silenzio, in cui è
posto il culto della giustizia.
[22]
Tu, poi, o fratello B., e chiunque dopo di te verrà istituito Priore, abbiate
sempre nella mente ed osservate nelle opere quello che il Signore dice nel
Vangelo: chi tra voi vuole essere più grande sarà vostro servo e chi vuole
essere il primo sarà vostro schiavo.
[23]
E voi tutti, o fratelli, onorate umilmente il vostro Priore, ravvisando in lui,
più che lui stesso, Cristo il quale lo ha posto alla vostra guida, ed ai capi
delle Chiese dice: chi ascolta voi ascolta me e chi disprezza voi disprezza me,
affinché non abbiate a rendere conto di non averlo onorato, ma abbiate a
meritarvi, con l'obbedienza, il premio della vita eterna.
[24]
Abbiamo scritto brevemente per voi queste cose, proponendovi il metodo di vita
secondo il quale dovete regolare la vostra condotta. Se poi qualcuno avrà fatto
di più, il Signore stesso lo rimunererà al suo ritorno; tuttavia si faccia uso
della discrezione, la quale è la moderatrice delle virtù.
Lo Scapolare, un segno mariano
L'Ordine Carmelitano oggi
A partire dal Concilio Vaticano II, i Carmelitani
hanno riflettuto a lungo sulla propria identità, sul loro carisma, su ciò che è
alla base e costituisce il loro progetto di vita, cioè "vivere nell'ossequio di
Gesù Cristo e servire fedelmente a lui con cuore puro e con buona coscienza"
(Regola). Essi hanno trovato il loro ossequio a Cristo impegnandosi nella
ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa), nella fraternità e
nel servizio (diaconia) in mezzo al popolo. Tutto ciò, essi lo vedono realizzato
nella vita del Profeta Elia e della beata Vergine Maria, i quali sono stati
guidati dallo Spirito di Dio. Guardando a Maria ed Elia, i Carmelitani si
trovano in una situazione facile per comprendere, interiorizzare, vivere e
annunciare la verità che rende l'uomo libero.
All'impegno dei religiosi Carmelitani che è vario e vasto, va associata la stretta collaborazione di 72 comunità delle Monache, 13 Congregazioni delle Suore di Vita Apostolica, 1 Famiglia Missionaria Laica, 1 Istituto Secolare, 3 comunita' di eremiti, numerosi gruppi del Terz'Ordine Secolare e delle Confraternite del Carmine. Tutti questi gruppi sorti dallo Spirito Santo nel corso dei tempi con ispirazione alla Regola carmelitana sono intimamente uniti dal vincolo dell'amore, della spiritualità e della comunione dei beni spirituali, e pertanto costituiscono nella Chiesa la Famiglia Carmelitana.
Attualmente l'Ordine dei Carmelitani (i Frati) è formato da 19 Provincie, 2 Commissariati Generali e 3 Delegazioni Generali con un totale di circa 2,200 religiosi. Essi si trovano impegnati nei seguenti paesi: Argentina, Australia, Austria, Bolivia, Brasile, Burkina Faso, Canada, Colombia, Filippine, Francia, Germania, Gran Bretagna, India, Indonesia, Irlanda, Italia, Malta, Messico, Mozambico, Olanda, Peru, Polonia, Portogallo, Portorico, Rep. Ceca, Rep. Dominicana, Spagna, Stati Uniti d'America, Trinidad, Ucraina, Venezuela, Zaire e Zimbabwe. Inoltre, sono in corso delle trattative o dei progetti per fondare l'Ordine Carmelitano in Romania, Slovacchia, Tanzania, Liberia, Kenya e Camerun.
Fiore del Carmelo
Vite fiorita
splendore del cielo
tu solamente sei Vergine e Madre.
Madre mite
e intemerata
sii propizia ai tuoi fratelli e figli
Stella del mare.
Ordo Fratrum Beatissimae Virginis Mariae De Monte Carmelo
Ordine Carmelitano - OC www.ocarm.org ;
Ordine dei Carmelitani Scalzi - OCD
www.ocd.pcn.net
Fonte : http://www.ocarm.org